Disastri Naturali e CAT BOND. Ingegneria Finanziari Assicurativa
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Disastri Naturali e CAT BOND. L’ingegneria Finanziaria Assicurativa

Disastri naturali e CAT BOND

Disastri Naturali e CAT BOND

L’Ingegneria Finanziaria Assicurativa

Oggi anche i disastri naturali hanno un motivo economico per esistere. Gli specialisti dell’ingegneria finanziaria e assicurativa hanno trovato il modo di sfruttarli. I cat bond sono l’espressione mozzata di catastrophe bond, cioè obbligazioni catastrofe. Cosa vuol dire?

In paesi ad alto rischio di terremoti o uragani o altri disastri gli assicuratori hanno buoni motivi per preoccuparsi. Cosa fare quando una calamità naturale si abbatte su un territorio ed evitare danni milionari? La via più comune di uscita per ridurre il rischio è sempre stata la ri-assicurazione presso un altro assicuratore. Un’altra via d’uscita odierna è quella di emettere dei cat bond. Queste obbligazioni danno un interesse generoso a chi le sottoscrive ma se la catastrofe si verifica non pagano in tutto o in parte il capitale. I soldi incassati dall’emittente andranno a pagare i danni causati dalla calamità.

Si tratta insomma di una operazione di trasferimento del rischio dall’assicuratore agli investitori. Questi ultimi accettano il rischio in cambio di un alto rendimento, comprano un titolo finanziario il cui rendimento non è correlato ad altri titoli, perché dipende principalmente dal verificarsi della catastrofe, evento indipendente dall’andamento dei mercati, utile in un’ottica di diversificazione del portafoglio. L’emittente ha il vantaggio di ridurre il rischio e se le cose vanno bene avrà sì pagato un interesse più alto, ma riscuote il premio di assicurazione.

Secondo quanto pubblicato da Swiss Re, una società internazionale di assicurazione, nel 2017 le perdite economiche complessive dovute ai disastri naturali si possono stimare in 306 miliardi di dollari. È un aumento stratosferico rispetto ai 188 miliardi di dollari del 2016. Perché nel 2017 i disastri sono stati così costosi?

Perchè i disastri hanno colpito le zone ricche del pianeta, dove la copertura assicurativa è un rimedio maggiormente diffuso. Le perdite coperte da polizze assicurative sono state di oltre 136 miliardi di dollari, quasi la metà del totale.

Tra i paesi più colpiti gli Stati Uniti dove gli uragani costieri hanno fatto del 2017 uno degli anni peggiori dopo il 2005, anno dell’uragano Katrina. Ma anche l’interno del paese è stato flagellato da piene improvvise e da fiumi di fango. Il solo nubifragio di maggio in Colorado in quattro giorni ha prodotto 2,8 miliardi di dollari di danni, di cui 2,5 coperti da assicurazione.

Il mercato alternativo dei capitali Cat Bond ha coperto ampiamente queste perdite, con un ritorno negativo per i suoi investitori. Nel 2017, il mercato aveva toccato la vetta dei 9,14 miliardi di dollari di emissioni con perdite valutate in 700 milioni di dollari.  “I Cat Bond si sono dimostrati affidabili pagando le perdite e riassicurando il rischio a lungo termine”, sostiene Aaron Koch, direttore di Insurance-Linked Securities Group. Probabilmente ha ragione perché il rendimento dei titoli Cat ha iniziato a crescere di nuovo nei primi giorni del 2018.

 

Presagire altri disastri ambientali non sarà difficile, in modo particolare se gli Usa continueranno a mantenere la loro posizione riguardo ai temi ambientali, il che porterebbe probabilmente altri paesi ad allinearsi. Pronosticare invece l’andamento dei Cat Bond è molto più arduo.

 

fonti: Sole24 Ore, Il fatto quotidiano, Swiss Re.

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